Doctor Who e diversità: breve analisi dell’homo lagnosus

L’annuncio che il tredicesimo Doctor Who dell’omonima serie BBC sarà interpretato da Jodie Whittaker ha fatto uscire allo scoperto moltissimi esemplari di homo lagnosus, quegli uomini insicuri incapaci di rassegnarsi all’idea che la cultura popolare si apra alle donne e alla diversità in generale. L’ultima volta che avevo letto piagnistei di questa intensità era stato per il reboot al femminile di Ghostbusters, a proposito del quale ricordo ancora la perla “Mi ha rovinato l’infanzia” (retroattivamente, si presume. Passategli un fazzoletto).

Ora, dal momento che siamo nel XXI secolo e persino l’homo lagnosus si rende conto di non poter più semplicemente dire “Donne? Blah!”, di solito ricorre a uno o più dei seguenti pseudo-argomenti, grazie ai quali possiamo identificare tre sottogruppi di lagnosus.

Lagnosus a politicamente correcto impositus

Questo tipo di lagnosus ama denunciare le “forzature” a suo avviso frutto di quella deriva del politicamente corretto che sembra essere diventata una piaga diffusa della nostra società; una cosa affascinante se si pensa che in effetti quello di politicamente corretto è un concetto inesistente inventato dalla destra americana negli anni Novanta, il che ne fa probabilmente uno degli straw men di maggior successo della storia.

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La sezione commenti del Daily Mail, fonte sicura di grandi soddisfazioni

Ma non divaghiamo: secondo il lagnosus impositus, questa “invasione” di personaggi femminili in film, serie televisive e persino (sacrilegio!) videogiochi altro non sarebbe che una forzatura autoimpostasi da produttori pusillanimi che ritengono di dover dare un contentino alle femministe per quieto vivere. La particolare ottusità di questo lagnosus gli impedisce di cogliere l’enorme potenziale di ampliamento del pubblico che un cast e storie maggiormente diversificate (sto parlando anche di personaggi di colore, LGBT, minoranze assortite) portano con sé; ma soprattutto gli impedisce di rendersi conto che il ragionamento va fatto esattamente al contrario, e che la diversificazione finalmente in atto va a correggere le distorsioni per cui la cultura popolare e l’intrattenimento sono stati e continuano a essere dominati da bianchi, in stragrande maggioranza uomini.

Distorsioni per cui si è sempre ritenuto normale che le parti chiave siano di default affidate agli uomini, e che basti un personaggio femminile buttato lì a riequilibrare le cose; per cui si considera naturale che una bambina si appassioni e si identifichi con eroi maschili, ma assolutamente preoccupante che un bambino voglia leggere Piccole donne; per cui non facciamo nemmeno caso a come il 50% circa del genere umano abbia appena il 27% dei dialoghi sullo schermo. Quella è la forzatura.

Lagnosus penuriae meriti suspiciosus

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Source: Facebook. Ovviamente

Particolarmente viscido, questo lagnosus millanta velleità di meritocrazia e insinua il dubbio che una donna selezionata per un particolare ruolo lo abbia ottenuto proprio grazie al suo essere donna, consentendo così ai produttori pusillanimi di cui sopra di presentarsi come campioni di progressismo e passando avanti a colleghi uomini più bravi di lei.

Essendo ignorante oltre che viscido, il suspiciosus non ha contezza di quel fenomeno chiamato unconscious bias e di cui ho scritto qui. TL;DR: è dimostrato fino alla nausea che tutti noi tendiamo inconsciamente a percepire una donna come meno esperta e abile rispetto a un uomo, un nero rispetto a un bianco, una persona sovrappeso rispetto a una magra, eccetera eccetera.

Di conseguenza insinuare che la selezione di una donna sia favorita dal suo genere e indipendente dal merito è innanzitutto miope, perché molto probabilmente non si stanno valutando pienamente le sue competenze; e pure fuorviante, perché sembra basarsi sull’assunto che, invece, quando un uomo ottiene un determinato lavoro è sempre per una scelta basata su un’obiettiva e accurata valutazione delle sue competenze (*cough* Trump *cough cough cough*).

Lagnosus litteratus historicis cum ambitionibus

Questo lagnosus si specializza di solito nel difendere la selezione di attori e personaggi che gli assomiglino e in cui si possa ritrovare senza troppo sforzo (cioè maschi bianchi) ammantandola con una presunta preoccupazione per il rispetto della verità storica e del canone di una saga.

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Accidenti, lettore del Daily Mail, a te non la si fa

È forse inutile sottolineare che l’accuratezza delle ricostruzioni e la fedeltà al materiale originale non siano mai una sua preoccupazione quando la “licenza poetica” è la scelta di un’attrice bianca per interpretare il personaggio di un anime o di un attore pure bianco per il ruolo di Otello (sic). Ma non appena si ventila l’ipotesi di un attore nero per il ruolo di James Bond, o attori di colore lamentano l’esclusione dai casting di qualsiasi opera ambientata in epoche storiche, ecco che il litteratus si riscopre professore e si lancia a spada tratta in difesa dell’accuratezza storica. In un certo senso va invidiato il suo totale sprezzo per il ridicolo, visto che della storia reale non ha poi una gran conoscenza; per tacere della sua cecità selettiva di fronte a inesattezze ben più evidenti e sulle quali misteriosamente tace (la mia preferita all time: le depilazioni perfette di tutte i personaggi femminili in serie TV e film ambientati dalla Roma antica agli Anni Venti. Adorabili).

E non finisce qui…

A qualsiasi sottogruppo appartengano, tutti i lagnosi sono accomunati da quel tratto noto come incoerentia selectiva; una caratteristica che li spinge a rispondere “È solo un (tele)film/gioco, non prendertela troppo!” quando sentono una donna lamentarsi della scarsa presenza femminile nella cultura popolare, salvo esplodere come piccoli fuochi d’artificio capricciosi quando a essere “contaminato” dalla suddetta presenza femminile è il loro telefilm o videogioco del cuore.

In realtà in questo secondo caso hanno anche un minimo di ragione: non è mai “solo” un telefilm. Specialmente in un’epoca iperconnessa e globalizzata, la cultura di massa è un potentissimo veicolo di idee e contribuisce tantissimo a plasmare le nostre aspettative sul posto che ci spetta nel mondo; proprio per questa ragione è fondamentale che ciascuno di noi possa ritrovarsi nelle storie che vengono raccontate e nei personaggi che le animano. Fino a oggi, alla stragrande maggioranza di noi è stato richiesto di immedesimarsi in storie e personaggi non necessariamente vicini a noi e alle nostre esperienze di vita vissuta: una sorta di esercizio di empatia che non è poi francamente così terribile. Esattamente come ci siamo riusciti noi, ci possono benissimo riuscire anche i lagnosi di tutte le latitudini; anche perché, purtroppo per loro, il mondo continua a girare.

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