L’irresistibile tentazione del “Non sono… ma”

Dell’incoerenza tra fatti e dichiarazioni ho parlato brevemente tempo fa in un post dedicato ad altro argomento, ma mi è capitato di ripensarci nelle ultime settimane in occasione di discussioni che ho avuto in prima persona o a cui ho assistito, in particolare su Twitter. L’ultima in ordine di tempo è quella ancora in corso sul servizio dedicato da Report al vaccino contro l’HPV (del servizio in sé e di Report in generale hanno già scritto benissimo altri, quindi salto a piè pari il riassunto).

La reazione del conduttore del programma, come da copione, conteneva il classico “Noi non siamo antivaccinisti [ma]” e sarò ingenua io, ma non riesco a capire perché ancora si tiri fuori questa pseudo-difesa. Già il fatto che uno dei commenti più frequenti sia stato “‘Non sono antivaccinista ma’ is the new ‘Ho tanti amici gay'” dovrebbe dirla tutta.

Per qualche strano motivo invece continuiamo a pensare che quello che dicono politici, giornalisti, personaggi famosi… abbia il misterioso potere di annullare o far pesare di meno quello che fanno, quando dovrebbe essere esattamente il contrario. Tanto per essere chiari: non sto dicendo che quello che esce dalla bocca di una persona con un certo seguito non sia importante, anzi. Semplicemente, non può cancellare le sue azioni.

Per cui che tu dica di essere a favore dei vaccini mi interessa un po’ meno di zero, se poi mandi in onda mezz’ora di accuse imprecisate e basate su interviste a personaggi dubbi dalle credenziali scientifiche nulle o non esattamente impeccabili. Non trovo rilevante che tu ripeta “Il tema del servizio era la farmacovigilanza”, se poi il pezzo in sé parla d’altro (per tutti quelli che si sono accodati: se vuoi davvero realizzare un servizio sulla farmacovigilanza, basta parlare di come si svolge l’iter ricerca – sperimentazione – processo di approvazione – immissione sul mercato, e di quale sia il processo decisionale negli organi di controllo preposti. E guarda un po’, tutto questo lo si può fare senza mai nominare uno specifico farmaco, né tantomeno un vaccino). Non mi affannerò a leggere i tuoi tweet e comunicati su Facebook il giorno dopo, quando ormai il danno è fatto.

“Non sono X” non è una formula magica dai poteri retroattivi; invece di affannarsi a ripetere di non essere antivaccinisti/omofobi/razzisti/eccetera, non sarebbe meglio cercare di dimostrarlo nei fatti? Domanda retorica, lo so. Ci lasciamo tutti tentare dalle scorciatoie.

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