Ho ripreso la metro

Hai guardato l’orologio: le sei meno dieci. Hai cominciato a riordinare la scrivania, a raccogliere le tazze da mettere in lavastoviglie. Alzandoti per andare in cucina hai chiesto alla collega “Prendi la metro?”. Lei ha annuito mentre rileggeva l’ultima mail della giornata. “Ti aspetto allora” le hai detto uscendo.

L’ingresso più vicino all’ufficio è chiuso, dovete prendere quello principale da cui si accede anche alla stazione ferroviaria. Schuman. L’attimo d’incertezza che hai sempre quando non entri nella metro dal tuo solito ingresso, quando devi rallentare dopo aver passato l’abbonamento per capire in quale direzione andare invece di mettere il pilota automatico del tuo solito percorso.

La metro arriva subito, gli ultimi gradini della scala mobile li fate quasi di corsa. Non ci fai caso quando il treno riparte, state chiacchierando del weekend di Pasqua. La collega è stata a Knokke. Pensi che non ti dispiacerebbe un weekend al mare. Il treno è uno di quelli vecchi, come quello di martedì scorso. Quello che non è mai arrivato al capolinea. Anni fa ti hanno raccontato che il colore di quei primi treni della metro l’avevano scelto tramite sondaggio, e siccome erano gli Anni Settanta aveva finito per vincere l’accoppiata interni gialli-sedili marrone chiaro. Francamente bruttini. Ma a parte questo a te i treni vecchi piacciono, c’è più spazio in testa al vagone.

Maelbeek. La voce registrata che annuncia le fermate non sa che la stazione è chiusa. Fasciata di nero. Il treno non si ferma, rallenta appena, i teli di plastica sfilano davanti al finestrino; impossibile vedere qualcosa, valutare i danni. Capire. La collega ha smesso di parlare.

Arts-Loi. Correspondance ligne 2 et 6. Kunst-Wet. Aansluiting metro lijn 2 en 6. Connection metro lines 2 and 6. La collega esita. La sua fermata è la prossima, ma è chiusa anche quella. Lì non è successo niente ma alcune fermate secondarie non sono ancora state riaperte: impossibile sorvegliarle tutte, impossibile piazzare soldati con il mitra ovunque. “Scendo con te” dice alla fine, “Poi prendo l’autobus”.

Fuori è ancora chiaro. Vi incamminate insieme. Altri soldati, altre persone che rientrano a casa. La collega è arrivata alla fermata. “See you tomorrow”, continui verso casa. Inizi a passare mentalmente in rassegna quello che dovresti avere nel frigo. Hai ripreso la metro.

Ho ripreso la metro.

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