Breve storia di ordinaria euro-ignoranza

Il Buongiorno di Massimo Gramellini oggi contiene una durissima invettiva contro “l’Europa a rate”, responsabile a suo dire di una norma crudele e insensata: “Se non pagherai sette rate del tuo mutuo, la banca potrà portarti via la casa”. In effetti sette rate sembrano pochine, considerando il momento di difficoltà economica che molti stanno attraversando. Per Gramellini il responsabile di questa inumana cattiveria sarebbe un oscuro euroburocrate “sicuramente convinto di avere agito in nome dell’efficienza economica”, che non avrà dedicato “[n]ella sua testolina asettica” neppure un pensiero alle persone che questa norma andrà a colpire. E giù strali contro i burocrati che stanno disfacendo l’Europa a colpi di direttive.

Possiamo fermarci un secondo a riflettere? Il provvedimento incriminato si trova nel proposto articolo 120-quinquesdecies del Testo Unico Bancario, che dà attuazione (cioè inserisce nell’ordinamento italiano) all’articolo 28 della MCD. La MCD o Mortgage Credit Directive (Direttiva 2014/17/EU) è una legge europea approvata quasi due anni fa e che disciplina i contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili a uso residenziale. L’articolo 28 della Direttiva, che riporto in toto, recita:

Morosità e pignoramenti

1.   Gli Stati membri adottano misure per incoraggiare i creditori ad esercitare un ragionevole grado di tolleranza prima di dare avvio a procedure di escussione della garanzia.

2.   Gli Stati membri possono imporre che, qualora al creditore sia consentito definire e imporre al consumatore oneri derivanti dall’inadempimento, tali oneri non siano superiori a quanto necessario per compensare il creditore dei costi sostenuti a causa dell’inadempimento.

3.   Gli Stati membri possono consentire ai creditori di imporre oneri aggiuntivi al consumatore in caso di inadempimento. In tal caso, gli Stati membri fissano un limite massimo per tali oneri.

4.   Gli Stati membri non impediscono alle parti di un contratto di credito di convenire espressamente che la restituzione o il trasferimento della garanzia reale o dei proventi della vendita della garanzia reale è sufficiente a rimborsare il credito.

5.   Se il prezzo ottenuto per il bene immobile influisce sull’importo dovuto dal consumatore, gli Stati membri predispongono procedure o misure intese a consentire di ottenere il miglior prezzo possibile per la vendita del bene immobile in garanzia.

Se a seguito di una procedura esecutiva rimane un debito residuo, gli Stati membri assicurano che siano poste in essere misure intese a facilitare il rimborso al fine di proteggere i consumatori.

Vedete da qualche parte un riferimento alle sette rate saltate del mutuo? Appunto. Da dove esce allora questa norma? Torniamo all’articolo 120-quinquesdecies TUB: come spiegato dal documento messo a disposizione sul sito del Senato, il comma 1 stabilisce che, “ferma restando la risoluzione del contratto in caso di ritardato pagamento quando lo stesso si sia verificato almeno sette volte (ai sensi dell’articolo 40, comma 2), il finanziatore adotta procedure per gestire i rapporti con i consumatori in difficoltà nei pagamenti [grassetto aggiunto]”.

E infatti l’art. 40 TUB, comma 2 recita: “La banca può invocare come causa di risoluzione del contratto il ritardato pagamento quando lo stesso si sia verificato almeno sette volte, anche non consecutive. A tal fine costituisce ritardato pagamento quello effettuato tra il trentesimo e il centottantesimo giorno dalla scadenza della rata [grassetto aggiunto]”.

Morale della favola: Gramellini ha costruito una filippica contro l’Europa dei burocrati in base alla modifica decisa dal governo italiano di una disposizione nazionale peraltro già esistente. Non era difficile verificare le informazioni in merito – Repubblica, per esempio, ci è riuscita senza problemi.

Ho già scritto dell’incredibile sciatteria con cui i giornalisti italiani trattano gli argomenti di carattere europeo. Spiace constatare come la cosa continui, specie quando si tratta di nomi noti con parecchio seguito. Per parafrasare Gramellini: come fa un lettore a non provare esasperazione per il mondo dell’informazione, se tutta la narrativa che produce sull’Europa sembra studiata apposta per screditarla gratuitamente?

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