Pillole di discussione parlamentare sulle #unionicivili

(+ Bullshit Bingo!)

Il DDL Cirinnà è finalmente giunto all’esame del Senato, dove finora la discussione ci ha riservato notevoli perle di orrore e, per fortuna, anche qualche bell’intervento. Brevi riflessioni in ordine sparso:

Il senatore medio non sa di che cosa parla

Strali contro l’utero in affitto (che non è nel DDL), l'”adozione gay” tout court (che non è nel DDL), l’educazione “al gender” nelle scuole (che non è nel DDL), l’equiparazione “di fatto” al matrimonio (che, indovinate un po’…? Bravi: non è nel DDL): gli oppositori delle unioni civili hanno dimostrato di non conoscere per niente il contenuto del disegno di legge.

(…o finge di non saperlo)

Ovviamente pensando che questo valga per tutti coloro che hanno preso la parola peccheremmo di ingenuità: la gran parte di chi ha (stra)parlato contro le unioni civili sa benissimo che questo DDL non influirebbe in alcun modo sul divieto di GPA e sul regime delle adozioni “classiche”. Solo che non disponendo di alcuna obiezione sensata deve agitare spauracchi inesistenti ma di facile presa mediatica.

Il senatore medio non sa parlare

Non seguivo dibattiti in aula da parecchio tempo ed è stato impressionante constatare il livello di analfabetismo funzionale di certi parlamentari. Non mi soffermo sui tragicomici infortuni di chi si è cimentato con l’ostica (?) pronuncia di stepchild adoption, perché non mi piace vincere facile; ma non riuscire a leggere correttamente dai propri appunti e inciampare su qualsiasi parola di più di tre sillabe è inammissibile a partire dalla terza elementare. Considerando poi la difficoltà del legalese medio in cui sono redatti i testi discussi in Parlamento, c’è da avere seri dubbi sull’effettiva capacità dei nostri rappresentanti di comprendere a fondo quello che votano (e non parlo solo del DDL Cirinnà).

…ma ci prova lo stesso

Per qualche perverso meccanismo di compensazione, più la padronanza della lingua lascia a desiderare e più l’incauto senatore abbellisce il proprio intervento con citazioni auliche e riferimenti storico-biblici altisonanti: per cui tra un congiuntivo schiantato e un ardito neologismo (“problemosità”, “biosessuali”) sono stati tirati in ballo Adriano e Antinoo, Livio, Aldo Moro, Barack Obama, Roberto Benigni e Lorenzo Da Ponte. Per non parlare delle citazioni religiose che hanno spaziato dal Levitico a San Paolo, con gli immancabili riferimenti a Santi Padri assortiti e a un paio di porporati.

Girl power

Laura Bignami, Valeria Fedeli, Rosanna Filippin, Paola Nugnes, Manuela Repetti e ovviamente Monica Cirinnà: i migliori interventi in difesa del testo sulle unioni civili sono venuti da donne. Leggeteli, guardateli: è tempo ben speso.

Il prossimo round

La discussione in aula riprenderà il 9 febbraio e molto probabilmente ci saranno altri interventi simili a quelli che ci è toccato ascoltare finora. Come cercare di mitigare gli effetti sull’ulcera? Ovviamente è forte la tentazione di abbinare l’ascolto a un drinking game (se non sapete di che si tratta complimenti, siete persone virtuose: ora istruitevi qui); io invece propongo un più modesto (e morigerato) bullshit bingo di cui trovate la cartella qui sotto. Suggerimenti per migliorarlo sono bene accetti nei commenti.

unioni_civili_bullshit_bingo

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